
Non si diventa Janara, ci si risveglia tali.
Il mio percorso è un intreccio di radici antiche e visioni moderne, un viaggio tra il profumo dell’incenso e la precisione del segno grafico. Qui ti racconto la mia magia, le tradizioni della mia terra e come ho imparato a leggere l’invisibile.
IL RISVEGLIO DI LUNJA: Storia di una Janara
1. Il Segno del Destino (L’infanzia)
“Sono nata il 13 gennaio del 1988, sotto un cielo che già sussurrava presagi. Mia madre raccontava di accadimenti insoliti prima del mio arrivo, come se il velo tra i mondi si fosse assottigliato per farmi passare.”
Da bambina, il mio mondo non aveva confini. Mentre gli altri giocavano, io cercavo portali magici nei cunicoli stretti del paese di mia nonna, convinta che oltre l’angolo mi aspettassero fate e creature antiche. Non conoscevo la paura: parlavo con gli animali, raccoglievo pietre come se fossero tesori e divoravo storie di streghe e miti. A 10 anni, davanti alla vetrina di un negozio di Tarocchi, sentii per la prima volta il richiamo: un’adorazione silenziosa che mi portò, a 13 anni, a stringere tra le mani il mio primo mazzo.
2. L’Eclissi (L’adolescenza e l’oblio)
Poi, come accade a molti, la vita “reale” ha provato a spegnere quella luce. La paura di essere diversa, il peso del giudizio e il bisogno di conformarmi hanno spinto la mia parte magica nel sottoscala dell’anima. Ho cercato di essere “normale”, mettendo da parte le carte e quei segreti di famiglia che in casa nessuno voleva svelare. Sapevo di avere sangue del Montenegro nelle vene — il sangue di una trisavola zingara che sicuramente praticava — ma quella verità è rimasta sepolta, saltando una generazione, in attesa del momento giusto per riemergere.
3. Il Crollo e la Rinascita (Il lutto e il salto)
A 30 anni, il mio mondo è crollato. La perdita di mia madre, la mia colonna, mi ha scagliata in un labirinto di dolore durato cinque anni. È stato il momento più buio, ma anche il più sacro. Spesso penso che senza quel dolore immenso, non avrei mai trovato il coraggio di fare il salto. Toccando il fondo, ho dovuto fare i conti con chi ero davvero.
La spiritualità non mi ha solo aiutata: mi ha salvata.
“A volte bisogna toccare il fondo per trovare la spinta e volare verso le proprie radici.”
4. Liberare la Janara (Oggi)
Due anni fa ho smesso di nascondermi. Ho liberato la Janara che viveva dentro di me: Lunja. Non è un alter-ego, ma la mia essenza più autentica, quella parte “strega” che ho finalmente autorizzato a riprendere il suo posto.
Oggi, unire il segno grafico alla pratica magica non è per me un lavoro, è una vocazione. È il ricongiungimento di due metà che per troppo tempo hanno vissuto separate. Tutto è cambiato, dentro e fuori. Seguo il mio essere, onoro la mia stirpe e metto la mia visione al servizio di chi, come me, sta cercando il proprio portale.



